Museo Archeologico e Pinacoteca "Augusto Vernarecci"
Il Museo Archeologico e Pinacoteca "Augusto Vernarecci" di Fossombrone è un luogo di grande importanza storica e culturale nel comune di Fossombrone. Fin dalla sua origine, il Museo era caratterizzato da una netta prevalenza di materiali archeologici raccolti dal Vernarecci stesso nell'area di Forum Sempronii, la città romana che ha dato origine all'attuale Fossombrone.
La "sezione archeologica" del Museo Vernarecci è oggi collocata in due ambienti, il "vestibolo" e la "Sala del teatro", all'interno della Corte Alta. Questo imponente edificio fu voluto dal duca Federico da Montefeltro come sua sede nella città metaurense. Di notevole interesse sono la serie di bronzetti e statuette fittili provenienti dalla stipe del Tarugo (VI - IV sec. a.C.) e le due teglie bronzee da Cignale Basso presso Isola di Fano (sec. V a.C.).
Nella spaziosa "Sala del Teatro", con tracce di un fondale dipinto sulla parete di fondo, sono esposti materiali di epoca romana provenienti principalmente dall'area archeologica di Forum Sempronii (S. Martino del Piano). Qui si possono ammirare importanti sculture dal I sec. d.C. al IV sec. d.C., i rituali funerari documentati e i monumenti sepolcrali, come la stele a pseudoedicola dei Marii e la stele dello speculator Orfius.
L'appartamento ducale nella Corte Alta ospita la Pinacoteca Civica, istituita nel 1901 da mons. Augusto Vernarecci. Questa collezione, inizialmente composta da opere donate dal fondatore, si è arricchita nel tempo con diverse donazioni, tra cui quella della famiglia Rocchi Camerata Passionei del 1906. La Pinacoteca espone dipinti che testimoniano la pittura a Fossombrone e nel suo territorio tra il XVI e il XIX secolo.
Spicca la presenza del pittore forsempronese Francesco Guerrieri (1589 – 1657) tra i numerosi artisti rappresentati. L'esposizione comprende opere di autori come Federico Barocci, Domenico Peruzzini, Giuseppe Diamantini, Sebastiano Ceccarini, Sebastiano Conca, Gaetano Lapis e Francesco Podesti. La Pinacoteca rappresenta una testimonianza preziosa della tradizione artistica locale e regionale.
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